Il sedile della Madonna

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C’è un masso che si erge imponente e pittoresco in mezzo al letto del , nell’omonima vallata che da Rimini porta verso il Montefeltro. Guardato a vista dall’inespugnabile castello di Montebello, sorvegliato giorno e notte dagli antichissimi resti di Torriana, circondato dalle fortezze di , San Marino e San Leo: altri non poteva essere che il “Sasso di Giano” luogo popolarmente conosciuto ai giorni nostri con il nome di Saiano.

Quest’enorme masso – il cui toponimo deriva dalla dizione latina di Giano, divinità del tempo e delle stagioni campestri cara agli antichi romani, cui probabilmente in tempi remoti era dedicato il ‘sasso’- si porta dietro da secoli una tradizione di tutto rispetto. Di questo venerabile luogo d’epoca romana non resta niente e se ne perdono le tracce nel tempo, fino alla torre bizantina che si eleva ancora oggi dalla sommità allo sguardo di chi passa sulla Marecchiese e rimane stupito di come la natura e l’uomo abbiano potuto costruire entrambi e creare un così suggestivo spettacolo.

Di Saiano si ebbe di nuovo menzione su di un documento del 962 d.C. quando l’imperatore Ottone I investì del suo feudo il conte Uldarico di Carpegna. Passato poi alle dipendenze di Montebello, Saiano ne divenne un’importante torre d’avvistamento lungo il Marecchia da cui si ergeva dominatore.

Di quello che questo luogo poté essere nei secoli ora restano soltanto due edifici, uno di carattere militare, la sopracitata torre e l’altro religioso, il Santuario della del Carmine, comunemente detta di Saiano. Alla storia di quest’edificio ci vogliamo collegare per parlare della leggenda sacra che ha permesso la sua edificazione.

Alla Madonna di Saiano furono da sempre attribuiti poteri miracolosi e per devozione vi accorreva gente da paesi vicini e lontani. La chiesa, divenuta Santuario, era ricca di ex voto, alcuni preziosi e di ottima fattura. In suo onore furono dedicati tre giorni di festa, ai due universalmente già esistenti, fu aggiunto il 16 luglio, giorno di celebrazione religiosa e campestre, cui dopo la messa con processione si univano festeggiamenti all’aria aperta con picnic.

Il luogo era così venerato perché si diceva che su di una roccia ricavata a forma di sedia, situata proprio davanti a dove sorse il Santuario, nei momenti di maggior pericolo, alla gente appariva seduta la Vergine Maria. Questa roccia è veramente scavata come un sedile: il famoso “sedile della Madonna” e sembra abbia poteri taumaturgici, perché la leggenda vuole che chi si mette a sedere sul sacro trono roccioso riceva e miracoli, soprattutto inerenti a problemi di .

Un tempo, per la festa del 15 agosto, le gravide prossime al parto, si recavano in pellegrinaggio al Santuario per chiedere una grazia alla Madonna miracolosa.

Negli ultimi anni il Santuario, sapientemente restaurato, dotato di una piccola “canonica” e di un bel portale scolpito da Arnaldo Pomodoro, è stato custodito da giovani frati colombiani che lo hanno riportato in vita e trasformato in un piccolo eden dove si coniugano perfettamente natura e spirito, in piena osservanza con la regola benedettina di “Ora et Labora”.

Giunti in cima al masso dopo una lunga e ripida camminata, si veniva accolti da un ospitale quanto rassicurante (e oramai per sconcertante) “Pace e bene” e, affacciandosi a guardare il meraviglioso paesaggio della Val Marecchia, pareva veramente di essere giunti in un luogo fuori dal mondo: un luogo di pace.


Il sedile della Madonna

4 pensieri su “Il sedile della Madonna


  1. Molto suggestivo sì, merita una visita. Vederlo è molto facile, da Rimini basta percorrere la statale Marecchiese direzione Valmarecchia e lo si trova nel mezzo tra il fiume e i campi all’altezza dei dirimpettai borghi di Montebello e Torriana, raggiungerlo un po’ meno, perché ci si arriva solo a piedi, dopo aver imboccato in auto una strada che parte da Ponte Verucchio.
    Escursione ideale per chi ama camminare in mezzo alla natura: il percorso non è lungo, ma c’è la salita.

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