SANTE MAZZA

Non ricordo il giorno in cui ho conosciuto Sante: troppo tempo è passato da allora. Era il compagno di Claudia che io conoscevo fin da quando era bambina. Era stata Claudia a spostare la di Sante dal modellismo aereo alle moto, in particolare alle bicilindriche americane. Come spesso capita per tante coppie erano due caratteri molto diversi e Sante era la parte tranquilla. Negli occhi di tutti quelli che l’hanno conosciuto rimarrà impresso il suo .

E il suo ricordo non potrà prescindere dalla sua pazienza e dalla sua disponibilità. Arrivavi nella sua officina con un problema e lui era sempre pronto a dirti subito se era risolvibile subito o ti toccava aspettare. E se c’era da aspettare e magari avevi tempo, rimanevi lì, in quel posto magico per chiunque amasse la meccanica, fra pezzi di moto ormai dimenticate e auto contemporanee in attesa di essere riparate. E se lui si metteva al (un pezzo quasi da museo, niente elettronica, solo manovelle) allora restavi incantato a guardarlo tirare fuori proprio quel pezzo che ci voleva. E ovviamente, quando ti metti in testa di rimettere in moto una “nonna” nata negli anni ’20 o ’30, pare ovvio che certe abilità tornano utili. E con DUE “nonne” del genere lui e Claudia avevano affrontato l’avventura americana della , la traversata del continente che non accetta moto costruite dopo il 1935.

Ma Sante era anche voglia di mettere insieme , gente con la passione per le moto, gente con la voglia di incontrare altri simili. E non gli era bastato creare un club per gli amanti delle moto americane. Aveva voluto che a migliaia venissero a incontrarsi a , davanti al Grand Hotel. Più di diecimila in tre giorni lo scorso anno. E poi, sempre insieme a Claudia, la : ogni anno a Dicembre il Toy Run per portare aiuti a una casa protetta di Galeata.

Questo era Sante Mazza. Un buono, , un entusiasta, un come se ne trovano davvero pochi. Mi mancherà tantissimo il suo sorriso ma lui mancherà davvero a tanti bikers, quelli “” che da mercoledì si ritrovano così spesso con gli occhi umidi.

Eugenio “” Bianchi

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