SALMONE VERSUS SARAGHINA

salmone

SALMONE VERSUS SARAGHINA

 

Una bella fetta spessa di salmone sulla griglia.

Arancione rosato, il colore tipico, spessa, succulenta non vediamo l’ora di addentarla, e mi raccomando, non cuocerla troppo che diventa stopposa, mettici un filo di olio evo sopra, ma non troppo che sono a dieta, e si certo che posso mangiarlo, ma non che non e’ grasso, figurati sono grassi buoni, ci ho messo un po’ di timo, e mi raccomando niente sale che trattiene i liquidi e il flebologo ha detto che ho i linfonodi ingrossati e devo eliminare l’acqua in eccesso che poi diventa cellulite, e si lo so, si dice che contengono metalli pesanti sti pesci ma forse quello era il tonno e poi e’ buono e lo mangiamo una volta ogni tanto.

Ecco.

Questa e’ più o meno la conversazione che ho avuto ieri sera a cena con .

Ma se ci immaginiamo che sulla nostra griglia ci fosse il salmone che  è stato catturato saltando nel fiume per risalire la corrente e andare a deporre le uova siamo proprio fuori strada.

Il salmone che mangiamo oggi nasce e cresce e muore in allevamento come i nostri polli.

Il salmone che mangiamo noi oggi e’ un pesce ibridato, inquinato e inquinante, che cresce in una zuppa di muco e suoi stessi escrementi in gabbie al largo della Norvegia, della Scozia e di altri paesi del mare del Nord.

Che  cresce nutrito con pastoni colorati a base di soia, proteine e farmaci che hanno il compito di farlo crescere veloce e grosso (dal pastone deriva il colore omogeneo e brillante che vediamo negli scaffali del supermercato – non a caso Pantone chiama “ salmone” quel colore tanto amato sulle tovaglie dei ristoranti per i matrimoni anni 80 ) e quindi darci un prodotto sui nostri banconi molto più grasso e flaccido di quello che e’ il salmone in natura.

Il sapore non si avvicina per nulla a quello dei salmoni selvaggi, che in verità, sono quasi impossibili da trovare nella distribuzione italiana (a meno di andarselo a pescare in Nord Europa, ma questo e’ un privilegio di pochi) le cui carni hanno un colore molto più rosso e meno arancione e una grandezza davvero molto differenti (sono piu magri e sodi e soprattutto tutti di pezzatura diversa, non omologati come quelli dei banconi della pescheria).

Sugli allevamenti della Norvegia soprattutto, sono insorti gli ecologisti, in quanto impattano negativamente l’ambiente e hanno creato una specie di salmone artificiale che si va a mischiare al salmone selvaggio facendo si che stiano nascendo attraverso l’inquinamento genetico specie ibride malate e portatrici di pidocchio di mare (di cui i pesci selvaggi muoiono in quanto “non vaccinati” attraverso gli antibiotici che invece vengono somministrati agli animali nelle vasche).

Siamo di nuovo di fronte a una scelta di consapevolezza : comprare solo salmone selvaggio (difficilissimo da trovare e tra l’altro, carissimo) oppure mangiare quello allevato che troviamo ovunque nei mercati o al sushi sotto casa o nei misti crudi di pesce di qualsiasi ristorante con tutte le informazioni negative che abbiamo su di lui.

saraghina

La nostra vita alimentare e’ permeata dal senso di colpa.

Ci piace il tonno ma ci hanno inculcato che e’ nocivo mangiarlo (per mille motivi etici dovuti alla sua vicina estinzione), ci piace la carne ma vuoi mettere? Prova a guardare negli occhi un vitellino e poi dimmi se hai ancora il di mangiarlo, ci piace il pollo ma per carita’, hai visto il servizio sugli allevamenti in batteria? Poverino!!

La soluzione sarebbe mangiare solo vegetali, ma ci hanno raccontato fino adesso che arance e pomodori li fanno raccogliere a povere donne e migranti usati come schiavi e pagati 3 euro al giorno e che se tutto il mondo mangiasse solo vegetali moriremmo perchè rimarremmo senza acqua dal momento che dovremmo usarla per poter irrigare tutti quei campi di cereali e legumi che ci servirebbero per sfamarci visto quanti siamo nel mondo.

E se invece del salmone che in Italia non esiste e che quindi facciamo viaggiare per tanti km inquinando anche col viaggio,  mangiassimo il nostro pesce dell’Adriatico, pescato dai nostri compaesani e lo comprassimo al mattino al ?

Non sarebbe una scelta più e consapevole?

TO BE CONTINUED….

 salmone contro saraghina

 

Un pensiero su “SALMONE VERSUS SARAGHINA


  1. È proprio vero siamo sempre in cerca di pesci prelibati e non ci rendiamo conto che oltre che costare molto il più delle volte sono meno “pregiati ” di quello che crediamo e allora fate come me che mangio spesso e volentieri sardoncini ,triglie e altro pesce povero del nostro mare che cucino in diversi modi accompagnato da una bella piadina e insalatina campagnola! !!!!!!!

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