RIMINI , IL RISVEGLIO DAGLI ANNI’80 CHE SONO FINITI DA UN PEZZO

anni 80

Cos’era negli anni 80? L’età dell’oro, l’età dell’eden. Della Rimini degli Anni 80 di Tondelli, “come Hollywood, come Nashville, dove i sogni si buttano a mare, la gente si uccide con le pasticche, ama, trionfa o crepa”, non è rimasto più niente. Rimini poteva diventare e per certi versi lo è stata, la nostra Las Vegas. Questa si che era Rimini e non è più così. Terra di , regina delle notti, pailettes e lustrini, di massa. Una vita da non dormire mai. , , , , , , il Lady Godiva,. Tutto sparito. Forse è stato un sogno di carta pesta. I birri sono spariti. Zanza, il vichingo. I vitelloni al porto non ci sono più. Le ragazze ballavano al suono dei violini muovendosi su zatteroni di sughero. I ragazzi dai fisici scolpiti ondeggiano in pista sognando una planata in acqua sull’ oceano della California. Dolce è la notte anni ’80 che non tornerà mai più. Ed è stato un brutto risveglio per tutti. Una volta specialmente d’estate Rimini aveva e viveva di storie. Storie surreali e del tutto atipiche che si susseguivano fra i locali e il lungomare di una fra le più frequentate cittadine della Romagna . Siamo nel mezzo degli anni’ 80 e  Rimini pullula di turismo e in particolar modo di bellezze straniere. Il lungomare e i locali notturni sono affollati da donne svedesi, tedesche e olandesi. Tra questi, uno su tutti: il , con Maurizio Zanfanti detto Zanza. Noto per essere un playboy accanito si narra questa leggenda che va oltre ai confini italiani, tanto che le straniere arrivano da tutta Europa per sperimentare lo spirito dell’amore romagnolo. Zanza ha un atteggiamento estremamente gentile e il look ideale, un mix giusto per sedurre le donne, tipo Bon Jovi. Diventa talmente famoso   per le sue doti al punto che il Bild, forse il più importante quotidiano tedesco, gli fece un grosso articolo su come le svedezi venissero da noi per vederlo. Questa è solo una delle tante storie della Rimini anni’80. Il giorno in cui Rimini si risvegliò dagli anni d’oro fu l’ottobre del 2001 quando Gianni Fabbri decise di vendere il Paradiso. Fu un brutto colpo per la città. Finì quel mondo, finirono i bagordì del carnevale estivo durato almeno 20 anni , ci si struccò dalla goliardia e Rimini divenne una città di cultura, di gastronomia e di bellezza unica.

Daniele Cicogna

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