QUANTO SONO LEGATI TRA LORO MENTE, ANIMA E CORPO?

Vi sarà capitato di sentire, almeno una volta nella vita, pronunciare da qualcuno la famosa locuzione latina “” e se non vi è capitato di udirla, sicuramente l’avete vista scritta da qualche parte, perché è citata come motto di associazioni sportive e marchi dei tempi nostri, i quali vogliono dimostrare che ad un corpo sano e quindi in perfetta forma, è legata una mente sana.

In realtà il poeta romano Decimo Giunio Giovenale, autore della frase da cui è stato estrapolato quello che c’interessava, ai suoi di tempi e cioè nel I secolo dopo Cristo, intendeva dire che l’unica cosa per cui l’uomo deve pregare gli dei è avere una mente sana e un corpo in salute.

Che è diventato il motto “una mente sana in un corpo sano”.

Tutti sappiamo oramai quali sono i benefici dell’attività fisica e dello , della vita all’aria aperta a contatto con la ed anche di un’.

È sicuro che praticare un’attività fisica quotidianamente, magari all’aperto, ci tenga in forma fisica e mentale e faccia bene all’: lo dice la scienza, ma lo sentiamo direttamente su di noi.

Diversi ricercatori universitari hanno potuto constatare prendendo come campione gli studenti che chi pratica attività fisica ha un maggior rendimento per quanto riguarda l’attenzione e la .

A questo proposito mi viene da pensare, io vado a tutti i giorni, se posso mi muovo a piedi o in bicicletta, ma non è che la mia memoria sia migliorata, anzi…

Sarà perché non ho più vent’anni? ; )

Questo vuol dire che se non mi muovessi continuamente sarei completamente rincoglionita?!

Comunque,  non ricordo dove l’ho letto, ma camminare per almeno mezzora al giorno allunga la vita di sette anni (questo me lo ricordo bene però). Da domani tutti a camminare : )

Non so se mi ha allungato la vita, ma mi danno tutti dieci anni di meno! ; )

Simpatiche divagazioni personali a parte, quello che mi preme dimostrare del motto latino citato in questo testo è tutto il contrario, cioè che è una mente (e un’anima) sana che danno origine ad un corpo sano, ovvero come intendeva Giovenale “in salute”.

Per far questo devo usare un verbo oramai molto conosciuto: somatizzare, ovvero trasformare un psicologico in un malessere fisico.

Somatizzando io trasporto quello che è nella mia mente, un pensiero negativo, un problema, un qualcosa che mi crea disagio, ansia, che mi disturba, in un sintomo, un disturbo fisico appunto.

Potremmo fare degli esempi, ma non sempre la correlazione tra il disturbo fisico e il problema alla base è facile o così lampante come uno s’immagina.

Anche perché a volte la radice del disagio è da ricercare lontano, a volte molto lontano, nella nostra , magari nella storia famigliare, addirittura in un’altra vita. Qui qualcuno scommetto che ha sorriso, ma vi assicuro che da buon Capricorno, non parlo mai di qualcosa su cui non mi sia documentata o, in questo caso, che abbia sperimentato di persona. Della serie “Se non vedo non credo”.

Noi siamo fatti di carne e sangue certo, ma anche di energia (la mente) e di spirito (l’anima). Tutto si fonde, tutto si compenetra e forma quello che noi siamo. Un domani però, la carne e il sangue restano, ritornano alla terra, mentre l’energia e lo spirito se ne vanno.

L’anima poi si reincarna in un altro corpo e l’energia vaga nell’universo formando quella che è la memoria collettiva, ma è possibile recuperarla e riappropriarsene se lo si vuole, aiutati dalla .

Noi non ricordiamo quello che ci è successo durante tutta la storia della nostra vita, almeno non consciamente, ma il corpo a volte ce lo ricorda e ci manda segnali d’allarme, magari anche solo per dirci “vai a fondo a questa cosa”.

Così per semplificare, potremmo dire che una persona molto cerebrale, che pensa troppo e si fa troppe… elucubrazioni (per non dire seghe mentali) tenderà a soffrire di mal di testa e cervicale. Se poi è una persona che tende a farsi carico, molto responsabile, potrebbe soffrire spesso di tensione al collo e alle spalle e dolori alla schiena.  Magari è molto sensibile, emotiva… dove sarà il suo centro nervoso? Ma nello stomaco (e nell’intestino)! E vai di crampi, gastrite, colite e/o tutte le malattie gastrointestinali conosciute.

Se tende a trattenere le cose, ad essere chiusa, introversa, riservata, sarà sicuramente stitica, se è estroversa e ha bisogno di comunicare, magari tende a parlare troppo, sarà sicuramente il contrario, perché è una persona portata a “buttare fuori”.

Queste ovviamente sono le associazioni più facili, quelle a cui tutti possiamo arrivare e che magari sono legate a delle tipologie caratteriali, ma ci sono patologie legate ad eventi traumatici o magari da senso di colpa legato ad eventi causati.

Per esempio una femmina che è stata vittima di violenza sessuale o è stata fatta sentire sessualmente inadatta, potrebbe sviluppare problematiche o malattie all’apparato genitale, ma anche disturbi legati all’ansia e al panico.

Riguardo agli , possono venire a persone che hanno rischiato di morire… o sono morti lentamente, ma in maniera violenta, contro la loro volontà in una delle vite precedenti.

Il primo caso lo posso attestare personalmente, da piccola ho rischiato di affogare, perciò ho paura dell’acqua alta, quando entro in acqua devo sempre sentire il fondale sotto i piedi altrimenti vado nel panico. Riguardo il secondo caso, potrei raccontarvi cose “che voi umani non potete immaginare” : ) ma rimando ad un’altra occasione.

Per quanto riguarda il senso di colpa, conosco una persona che, suo malgrado, ha procurato un dispiacere al figlio e ha dovuto farsi carico del proprio dolore (di nascosto) e di quello del proprio caro e per il peso che questo ha comportato ha perso l’uso di un arto per un periodo. Ovviamente affidandosi alla persona giusta è riuscita a recuperare perfettamente l’uso del proprio braccio, immobilizzato e dolorante dalla spalla alla punta delle dita. Nessuno lo poteva toccare senza farla urlare atrocemente. Quella persona era usa a dire: “Non sembra, ma ho le spalle larghe io!”. Sì, ma prima o poi anche le spalle più larghe cedono sotto i colpi della vita.

Lara Fabbri

 

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