“IL PIANISTA FUORI POSTO”: IL RACCONTO DI UN UOMO AL POSTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO.

pianista fuori posto

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IL RACCONTO DI UN UOMO AL POSTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO.

 

Niente succede mai a caso.

Una volta compreso questo, poi bisogna capire il perché succedono certe cose e trarne fuori il messaggio recondito e l’insegnamento che si può mettere a frutto non solo per sé stessi, ma anche per gli altri.

È il caso di , classe 1949, socio-analista che si occupa anche delle dinamiche di relazione per la nostra , sopravvissuto al tumore al colon che oggi ha deciso di portare a conoscenza di tutti la sua drammatica esperienza perché sia testimonianza di come si può farcela.

“Il pianista fuori posto” è il racconto della , diretto, crudo, come un mattone nello stomaco per chi lo legge e non ci è passato in una situazione del genere, soprattutto per chi è sensibile come me, ma è anche la metafora di una vita, passata con un inconscio fardello da portare sulle spalle, peso che un giorno ha deciso di uscire allo scoperto sotto forma della .

Noi ci ammaliamo per un motivo, ci comunica il protagonista di questa ,   ricercare e capire il motivo è importante, tanto quanto accettarlo, così come lui accetta il suo desiderio inconscio di punirsi con la malattia, di morire e al tempo stesso la paura reale della morte, viva come la sua voglia di affrontarla e superarla, giorno per giorno, accettando tutto quello che ne consegue, cure e disagi.

Oggi Maurizio che come me è uno che si è sempre sentito “fuori posto” e di questo suo essere “diverso”, un po’ ribelle alle convenzioni e alle imposizioni, ne ha fatto una risorsa, aiuta altre ad affrontare la malattia.

Niente succede mai a caso. Quando mi è stato chiesto l’onore e l’onere di leggere e presentare questo racconto, ho capito non era un caso. Ho provato molto forti leggendolo e ho sentito il bisogno di sapere di più riguardo alla persona che l’aveva scritto e di conoscerla. Ho trovato delle conferme a cose che sentivo e che già sapevo. Gli incontri tra le persone avvengono perché quelle persone sono destinate a darsi qualcosa, nel bene o nel male, che servirà per la loro crescita personale. Dobbiamo imparare a perdonare e a perdonarci. Spesso ci ammaliamo per il senso di colpa che ci portiamo dentro.

Infine, voglio prendere spunto da questa storia per andare oltre e condividere quello che ho imparato in questa vita: prima di essere vittime noi siamo stati carnefici e quello che ci succede è una conseguenza di quello che noi abbiamo fatto e ci portiamo dietro da altre vite e di conseguenza, come dice Lazzarini, dalla propria storia familiare. Perciò prima di tutto dobbiamo accettarlo e perdonarci, per poter andare avanti, imparare la lezione e diventare delle persone migliori, continuando a evolverci.


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IL PIANISTA FUORI POSTO

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Un pensiero su ““IL PIANISTA FUORI POSTO”: IL RACCONTO DI UN UOMO AL POSTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO.


  1. Faccio sempre lo screening non appena mi viene spedito a casa il kit, poi succede che altra gente, miei coetanei che dovrebbero farlo abbiano una specie di resistenza.

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