SONO STATO PANINARO E ME NE VERGOGNO

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SONO STATO PANINARO E ME NE VERGOGNO

Questa notte sono stato molto pensieroso, non riuscivo quasi prendere sonno perché mi sono ricordato che da bambino volevo essere un paninaro e forse per un po’ lo sono stato, poi dopo sono stato anche , metal e grunge. Ma di essere stato paninaro nella di fine anni ’80 me ne vergogno ancora un po’. Essere stato paninaro lo devo a due ragazzi un po’ più grandi di me Paolo e Elio che quando gli andavo a trovare a Poggio Berni, loro erano già dei paninari convinti, vestiti a puntino con in mano la rivista del paninaro. Ascoltavano il primo Jovanotti e avevano la cintura del Charro. Ebbene si i paninari avevano anche la loro rivista. Poi questi due ragazzi mi hanno aperto anche la strada verso il rock perché la moda paninara è stata intensa ma breve. I paninari interpretavano lo spirito superficiale e consumistico degli anni ’80. Infatti coltivavano una maniacale per il proprio aspetto, o meglio “look“. L’ del paninaro prevedeva occhiali Ray-Ban, zainetto Invicta a righe, giacconi imbottiti (es. Moncler), stivali da cowboy (es. Frey o Durango), jeans appena sopra le caviglie (es. Levi’s, Enrico Coveri, Stone Island o Armani), felpe (es.Best Company), maglioni (es. Marina Yachting, Les Copains), cinture di pelle con grandi fibbie (es El Charro), camicie a quadri (es. Oleari), calzini decorati a rombi (della Burlington per i ragazzi e colorati della Naj Oleari per le ragazze) e scarponcini (es. Timberland) oppure scarpe Vans (rigorosamente senza lacci). Tra i principali interessi del paninaro vi sono i video musicali, i film , ascoltare canzoni di Falco e Duran Duran (Wild Boys è il suo inno), cuccare sfitinzie (conquistare paninare) e andare in moto (Zundapp 175 preferibilmente). Leit-motiv: fregarsene di tutto e di tutti. Il luogo più frequentato dal paninaro è chiaramente il fast food; il suo stesso nome deriva dal bar milanese Al Panino (Piazzetta Liberty), dove si radunavano, già nel 1983, i primi “galli” (paninari) che frequentavano prestigiosi Licei privati e trascorrevano le vacanze in località esclusive. Questi successivamente si spostano al fast food Burghy di Piazza San Babila ed un casuale incontro con i Pet Shop Boys ispira i componenti del gruppo pop alla realizzazione della hit Paninaro (1986). Mentre a Rimini il ritrovo era la famosa paninoteca Italy&Italiy, al mare dove ora sorge il Mc Donalds. Lo “slang” dei paninari è modellato sul linguaggio giovanile dei giovani milanesi dei primi anni ottanta. Sono frequenti le abbreviazioni (es. Le Timba, Faccio il week a Curma), talora combinati agli accrescitivi (es. Panozzo), così come i continui ricorsi, spesso maccheronici, all’inglese (es. Una sfitinzia arrapation, Very original, Il mio boy) o ad altre lingue (I sapiens, Mi gusti mucho). Essere stato paninaro sono orribili ricordi, mi ricordo le litigate con mia mamma per comprare i vestiti firmati, i vestiti del paninaro. Per fortuna che poi si cresce e del paninaro resta solo un orribile ricordo. Però ogni tanto durante il periodo di mi guardo ancora il film “ho sposato Simon le Bon”, film culto e trash dei paninari.

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