L’IMPORTANZA DELL’INNO

Sarà che oggi è , non so, ma mi va di cantare!

E quale miglior modo di sentirmi felice se non quando canto della mia squadra?

E’ vero, la Juve ha appena perso la finale di Supercoppa italiana, ha vinto meritatamente la Lazio, e Dybala con quella punizione da antologia del calcio (ovviamente terminata in rete) si è decisamente guadagnato la storica maglia numero 10 che indossa.

Ma ritorniamo all’inno.

L’inno è importante, perché “ti abbraccia”, non ti unisce, voglio proprio dire che ti abbraccia (anche se forse non è grammaticalmente corretto), a tutti coloro che assieme a te lo cantano.

L’inno nazionale ad esempio, di una qualunque nazione, che può essere eseguito prima di una competizione sportiva, ma non necessariamente.

Rappresenta comunque un momento di unità quando viene cantato, un momento solenne.

A me provoca sempre e immancabilmente i brividi.

Fateci caso, non capiterà solo a me, prima che giochi la Nazionale italiana di calcio ad esempio, quando donne e bambini che normalmente non seguono il calcio sono lì, incollati alla televisione, magari in un locale assieme ad amici e a persone che non conoscono, e cantano a squarciagola col sorriso quel testo, e alla fine urlano anche SI’!!! Si avverte un’energia bella, positiva, di gioia.

Oppure prima della , quando l’inno ufficiale della UEFA corona la cerimonia d’apertura della gara, meraviglioso!

Personalmente sono molto legata all’inno della , l’ultimo, quello che nel 2007 riadattò nella versione che a distanza di dieci anni è ancora capace di dar vita ad un’atmosfera magica.

Non disdegno gli inni precedenti, perché li cantavo già da ragazzina, ricordo quello degli anni ’70 e ’80 intitolato “Juve, Juve” del vecchio Comunale, che in una strofa citava proprio “forza Juve, il Comunale grida già…forza Juve, è bianconera la città”.

Ricordo anche quello di Pierangelo Bertoli, “” in occasione del centenario della Juve, nel 1997.

E poi quello a cavallo del secolo, “Grande Juve, bella Signora”.

Ma “” ha per me un significato MOLTO particolare.

Riporto di seguito il testo per potermi spiegare meglio.

Simili a degli eroi
abbiamo il cuore a strisce
portaci dove vuoi
verso le tue conquiste
dove tu arriverai
sarà la storia di tutti noi
solo chi corre può
fare di te la squadra che sei
Juve, storia di un grande
bianco che abbraccia il nero
coro che si alza davvero per te
portaci dove vuoi
siamo una curva in festa
come un abbraccio noi
e ancora non ci basta
ogni pagina nuova sai
sarà ancora la storia di tutti noi
solo chi corre può
fare di te quello che sei
Juve, storia di un grande amore
bianco che abbraccia il nero
coro che si alza davvero solo per te
è la Juve, storia di quel che sarò
quando fischia l’inizio
inizia quel sogno che sei
Juve, storia di un grande amore
bianco che abbraccia il nero
coro che si alza davvero
Juve per sempre sarà
Juve, storia di un grande amore
bianco che abbraccia il nero
coro che si alza davvero per te
Juve per sempre sarà
Juve per sempre sarà
Juventus per sempre sarà

Allo stadio ho più volte chiesto ai miei vicini di posto quale fosse la strofa che più li rappresentasse.

Ognuno ha dato una preferenza, ma quella che maggiormente colpisce è “bianco che abbraccia il nero”, bingo!

E’ lei la strofa che mi fa scorrere le lacrime ogni volta che sono in curva a cantare con tutta la forza che posso.

Perché io ho sempre visto o il bianco o il nero, invece no, ho imparato a mie spese che non è così; mi hanno più volte spiegato che esiste il grigio e mio malgrado, non sono riuscita ad adattarmi a questa verità, ecco perché la sola cosa che io dico essere unitamente bianca e nera è la Juventus, e nei momenti tristi che ho passato (chi più chi meno capita a tutti), solo quando guardavo la Juve in televisione, non potendo andare allo stadio, mi “ritrovavo”, pensando che il bianco può abbracciare il nero, senza necessariamente farlo diventare grigio…

Non voglio intristirvi sia chiaro.

C’è chi ha dato una versione su il “bianco che abbraccia il nero” che altrettanto apprezzo, antirazzista, che va a nozze con le iniziative volte a combattere ogni forma di discriminazione negli stadi, per diffondere i valori di un .

E se ancora non vi è passato quel velo di malinconia che posso aver provocato, fatevi una risata pensando a quando vado a in macchina con mio marito.

Lui è uno dei pochi uomini a cui non interessa il calcio, e sono io a portare lui allo stadio.

Non contenta, durante il viaggio di andata lo rimbambisco, appunto, cantando l’inno, perché dico: e se poi, non ripassandolo, mi dimentico una parola? E lui, con la sua proverbiale pazienza: non sia mai Claudia!

Anche questo è amore.

E allora cantate con me se volete, in questo video di gennaio scorso (Juve Bologna 3-0) nonostante la temperatura sottozero, c’era tanto calore, perché la Juve è anche questo…storia di un grande Amore.

Claudia

6 pensieri su “L’IMPORTANZA DELL’INNO


    1. Grazie Andrea!
      È un piacere ricevere approvazioni da persone che non conosco, vedi Andrea, i miei amici sanno che sono alquanto emotiva e ho sempre timore di apparire troppo sdolcinata nel raccontarmi. Pertanto di nuovo grazie!
      E buon Ferragosto 😎


  1. È un piacere leggere i tuoi articoli, sempre freschi e interessanti. Grazie Claudia.
    P.s. Non sono riuscita, con grande dispiacere, a vedere il video..


  2. Grazie a te Fabiola!
    Il video è caricato su YouTube forse devi avere un po’ di pazienza poi si apre
    Divertiti!
    Buon Ferragosto


  3. Molto emozionante questo articolo, mi ci ritrovo, brava Claudia.
    Quando il prossimo?
    Stefano


    1. Sono contenta di aver trasmesso emozioni, era lo scopo di questo articolo
      Il prossimo? Ma a breve Stefano!
      Grazie della fiducia
      Buona giornata

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