Le attuali tipologie di esoscheletro – EKSO, il robot della west coast

esoscheletroLe attuali tipologie di sul mercato.

Altamente competitivo è l’esoscheletro prodotto dalla Honda, , che si contraddistingue da prezzo accessibile e design leggero e compatto. E’ opportuno però tenere presente che questo dispositivo garantisce una singola ora di autonomia, contro una media di quattro ore che caratterizza la maggior parte dei modelli.

Oltre a questi parametri, non meno importante è quello relativo alla praticità, dove indubbiamente a primeggiare è PHOENIX, dotato di comandi inseriti a livello della stampella, gestiti attraverso una specifica applicazione, facilmente scaricabie sul proprio smartphone o tablet.

, a discapito dei concorrenti, permette di muoversi i pendenza, salire e scendere le scale. Tuttavia il suo valore è ad oggi decisamente inaccessibile.

Confrontando le caratteristiche specifiche di questi sistemi, possiamo concludere che, per quanto riguarda la fase riabilitativa, maggiormente idonei sono e , non indicati per un utilizzo domestico, dove PHOENIX, discretamente leggero, economico e notevolmente pratico all’utilizzo, è sicuramente il miglior candidato.

Nello specifico: EKSO.

Di produzione californiana, creato nel 2005 in un contesto militare, oggi è uno dei dispositivi più utilizzati in ambito riabilitativo.

Costruito in acciaio e carbonio, pesa circa 20 kg e può sopportare un peso massimo di un quintale su una varietà di terreni di diversa natura. Può essere customizzato in base all’altezza dell’utente, da un minimo di 157 cm a un massimo di 188 cm.

Il movimento è dato da quattro motori elettrici, alimentati da batteria al litio e posizionati all’altezza di anche e ginocchia. Controllando 50 volte al secondo il movimento del corpo per garantire stabilità, 15 sensori compensano la forza mancante degli arti inferiori.

Gli attuali modelli hanno però costi decisamente proibitivi, che si aggirano tra i 100-150 mila euro e al momento sono disponibili solo nelle cliniche specializzate, tra cui. in Italia, in centri di riabilitazione motoria di Liguria, Lombardia, Toscana, Lazio, Umbria e Puglia.

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