La riviera romagnola e l’horror gotico padano

Milano Marittima Mistery

La e l’ gotico padano

“Zeder” è un film horror del 1983 per la regia di Pupi Avati. Assieme a “La casa dalle finestre che ridono” fa parte del cosiddetto Gotico Padano, in cui il regista bolognese ha ricavato da certi luoghi dell’ delle atmosfere terrorizzanti, morbose, malate. Nel caso di Zeder ci sono varie location della riviera romagnola, cioè uno dei posti più rassicuranti e solari che ci siano al mondo.

Il film parla dei Terreni K, cioè quei luoghi in cui chi vi è seppellito può tornare in vita. Peccato che ritorni con un pessimo carattere e la voglia di sbranare chi gli capiti a tiro. La trama ricorderebbe quella di Pet Sematary di Stephen King che però arrivò dopo (romanzo uscito nel 1983, ma più tardi rispetto a Zeder, mentre il film “Cimitero Vivente” è del 1989).

Parliamo un po’ delle location morbose e terrorizzanti di Zeder partendo da : il protagonista (Gabriele Lavia) vi si reca assieme alla fidanzata (Anne Canovas) alla ricerca dell’ambiguo ex sacerdote Don Luigi Costa. Parcheggiano sul lungomare di fronte all’insegna del Lanternino Dancing Restaurant (locale di cui si sono perse le tracce) in una bella giornata estiva.

Di fronte ci sarebbe la casa di Luigi Costa solo che, miracolo del cinema, nella realtà si trova a vicino al molo, all’inizio di Viale Carducci. La scelta fu azzeccata. Ricordo da bambino che faceva parte di un gruppetto di villette liberty cadenti (adesso le hanno ristrutturate) che sembravano quasi assorbire la luce e che, passando di lì la sera, incutevano paura, sembravano stregate.

Torniamo a Rimini in un bagno in cui è presente una grande voliera per uccelli (sicuramente adesso sarebbe vietatissimo). Poi (fingendo sempre di essere a Rimini) di nuovo a Cesenatico, in cui si vedono il Ristorante Da Urbano (Cesenatico Vecchia) e l’Hotel Miramare (tuttora esistenti). Passa la motonave Tirreno… Poi di nuovo a Rimini, dove inizia un inseguimento in macchina che però di colpo prosegue sullo stradone che da Cesenatico porta a Tagliata.

Il clou del film è situato (nella finzione) vicino alla necropoli di Spina, in una spettrale struttura abbandonata, laddove si immagina ci sia uno dei fantasmagorici Terreni K da cui i morti possono ritornare. Anni dopo quella struttura me lo trovai di fronte a sorpresa mentre camminavo sulla spiaggia di Milano Marittima, vale a dire il posto più improbabile come fonte di location spettrali. Si tratta della ex Colonia Varese, all’altezza della XIX° traversa, sempre abbandonata e inquietante più che mai anche nel 2018.

Le location di Zeder: http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=198

https://en.wikipedia.org/wiki/Zeder

zeder

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