LA PRINCIPESSA NELLA TORRE D’AVORIO – 1′ parte

LA PRINCIPESSA NELLA TORRE D’AVORIO

 

PRIMA PARTE

 

C’era una volta una principessa rinchiusa in una torre d’avorio.

La Principessa in questione era molto bella, intelligente, colta; sapeva suonare e ballare con grazia, disegnare con perizia, tirare con l’arco e di scherma. Leggere e scrivere storie erano le sue passioni, ma non disdegnava le lunghe galoppate a cavallo  lungo le rigogliose terre che componevano il suo ricco e grande regno che portava in dote al principe che avesse scelto come consorte, perché non era permesso alle donne regnare da sole.

Il Re suo padre voleva prendesse marito, ma lei non riusciva a farsi piacere nessuno e si sentiva come rinchiusa in una torre che nessuno era in grado di scalare.

“Oh perbacco! Non possiamo lasciare il regno senza un futuro re! Qui ci vuole una soluzione.” pensò Sua Maestà disperato dopo anni di attesa. “Ma padre, non è colpa mia se tutti i pretendenti alla mia mano sono boriosi o noiosi! Se mirano solo al regno, vedono solo il mio aspetto esteriore e nessuno è stato veramente in grado d’interessarmi in modo tale da farmi pensare di poter dividere la mia vita con lui.” rispondeva ogni volta la Principessa piccata e poi sconsolata: “Oh, povera me! Come farà a sopravvivere in questo tempo una donna intelligente! Mi sento come rinchiusa in una torre d’avorio che nessuno è in grado di scalare!”.

Così al Re venne l’idea di far costruire veramente una bellissima e altissima torre d’avorio dove sua figlia avrebbe potuto aspettare colui che l’avrebbe liberata e sposata diventando il nuovo re.

La fama e la della Principessa erano tali che continuavano a venire pretendenti da tutte le parti a cercare di ottenere la sua mano o anche solo uno sguardo, un sorriso da lei. Così si sparse la voce, aiutata dai messaggeri del re, che chi fosse riuscito a scalare la torre dove si trovava la principessa e a raggiungerla e liberarla, avrebbe ottenuto la sua mano e un giorno tutto il regno.vignetta principessa

Venne per primo il Principe di Vattelapesca, raffinato gentiluomo, grande studioso di tutte le filosofie conosciute che si appostò sotto la torre, chiamò la principessa per nome pregandola di affacciarsi e iniziò a decantarle una bellissima poesia spacciandola per sua e che lei riconobbe essere di Garçia l’orco. “Mio caro Principe forse non avete capito, è inutile che perdete tempo a blandirmi coi vostri versi, per avermi dovete scalare la torre e liberarmi. Io non posso uscire di mia volontà da qui.” l’apostrofò beffarda la bella principessa.

Il Principe che era piuttosto mingherlino, ma scaltro, valutò se gli conveniva affrontare l’impresa, in fondo in un regno non troppo lontano c’era un’altra principessa che non era niente male e che era risaputo, aspettava solo di essere sposata e ingravidata… fu allora che gli venne la brillante idea di farsi lanciare con una catapulta “Sono piccolo e leggero, entrerò dalla finestra e in men che non si dica… Ma come farò ad uscire?” si chiese all’improvviso il principe, ma poi risoluto: “Va beh, vado, m’infilo e in qualche modo torno!”. Così si fece portare una catapulta dagli del re e si fece lanciare. Peccato che sbagliarono mira e il povero principe finì spiaccicato contro il muro come una mosca. Ma in fondo non era stato altro che questo per la bella principessa, un fastidioso moschino.

la principessa

Venne il secondo pretendente, il possente Generalmegagalattico nobile capo indiscusso di tutti i guerrieri che, pieno di sé fino a scoppiare, valutò la cosa un’impresa da niente e iniziò la scalata arpionando la finestra della torre in un colpo solo. Il Mega (che sta per  mega-fusto ed anche un po’ megalomane) arrivò alla meta, non senza fatica, ma pieno di coraggiosa baldanza. La Principessa che si era affacciata a guardarlo,  impressionata ma non troppo, gli fece gli occhi dolci e gli chiese: “Dimmi mio prode, cosa ti piace di me?” lui che era in cima attaccato ad una corda sospeso per aria e voleva schiantarla, le disse fiero: “Non esiste donna sulla terra che ti raggiunga in egual bellezza…” “Tutto qui? Puoi dirmi qualcosa che non mi hanno ancora detto?” “Ed io sono il più valoroso dei guerrieri, insieme faremo una bella coppia. Avremo onore, e potere e metteremo al mondo dei bellissimi e degni eredi” “Mio caro Generale ma io, oltre a questo che già possiedo, ho molto di più e tu non te ne sei neanche accorto. Dimmi perché dovrei dividerlo con te”.

Il Megagenerale avrebbe voluto rispondere “Perché sono arrivato alla meta e ho diritto ad avere il premio!” invece la guardò negli occhi e le sussurrò suadente: “Tu fammi entrare che te lo spiego…” e lei “Sai, tutti me la vogliono spiegare quella cosa lì. Non sei originale. Mi dispiace, riprova sarai più fortunato… ma con un’altra!” e gli diede una spinta che gli fece perdere l’equilibrio e mollare la presa sul davanzale. Ci mancò poco che rischiò di precipitare dall’alto della torre per colpa sua e sconvolto le gridò, mentre si aggrappava lesto alla corda: “Tu sei pericolosa!” e prese a discendere  veloce pensando “Ma chi me lo fa fare a me! Mille volte meglio scontrarsi con il nemico in battaglia, almeno sai cosa aspettarti.”. Ed anche questo fece presto a sparire, come tutti gli altri.

Ma siccome non c’è due senza tre ed il terzo a volte può essere l’incomodo, ma anche la famosa e agognata “via di mezzo”… colui che sta nel mezzo, appunto…

Un giorno passò di lì per caso…

 

Continua alla prossima puntata : )

favole

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