LA MADONNA DELLE GRAZIE

madonna delle grazie
Illustrazione di Pamela Biordi

Un’antica e pia leggenda, avvalorata dalla concorde testimonianza di tutti gli storici riminesi, racconta che nel lontano Medioevo, sul , avvenne un miracolo legato alla figura della .

Nel 1280 c.a. un pastore di nome Rustico, essendo molto devoto alla Vergine e avendo scorto, lassù in un bosco del colle allora chiamato o dei Palazzi, un albero il cui tronco ricordava sembianze umane, cercò di intagliarvi una .

Iniziò con premura l’opera e la continuò abilmente, fino a quando dovette occuparsi della composizione del volto che non riuscì assolutamente a portare a termine. Provava e riprovava, ma gli era impossibile raffigurare il sacro viso.

Improvvisamente gli apparvero , i quali miracolosamente finirono l’opera al posto suo e manifestarono la volontà della Madonna che quella statua fosse condotta sul litorale di Rimini, posta su di una barca senza rematori e lasciata in balia delle onde e della Provvidenza.

Rustico fu ascoltato e venne creduto. Il Vescovo stesso, Guido Ricciardelli, accompagnò il prezioso simulacro fino al porto, seguito da tutta la cittadinanza. La barca fu lasciata andare e approdò con il suo prodigioso carico a Venezia, sulla riva di S. Marziale dove operò numerosi miracoli.

I fedeli la trasportarono nella chiesa del Santo e gli eressero un altare, dove tutti si recavano a manifestare devozione alla “”, anche i Dogi.

Ancora oggi a Venezia, nella Chiesa di S. Marziale la “Madonna di Rimini” è venerata e detta appunto “delle Grazie” come da noi.

Perché anche nel bosco di Covignano rimase in gran venerazione il luogo dove gli angeli avevano scolpito la sacra effigie e in onore del prodigio, nel 1286 Nicolò Belmonti Delle Caminate fece edificare una celletta con l’immagine della Vergine e la chiamò “Cella di S. Maria delle Grazie”.

Più tardi, verso la fine del 1300, furono costruiti la chiesa e il convento, donati dal discendente, Ludovico Ricciardelli Delle Caminate, ai Frati minori.

Nacque così il , dove nella piccola cappella generazioni di riminesi hanno prediletto unirsi in matrimonio, sotto l’amorevole sguardo della Madonna e l’approvazione dei frati che tuttora vi dimorano.

Che porti fortuna?

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