ISOLA DEI FAMOSI E CANNA GATE LA TV CHE PENETRA NELLE NOSTRE VITE

grande fratello

ISOLA DEI FAMOSI E CANNA GATE: LA CHE PENETRA NELLE NOSTRE VITE

 

Quando il Grande Fratello è approdato nelle televisioni italiane nel lontano 2002 me lo ricordo ancora. Rivoluzionario nella formula, curioso e piccante nelle storie raccontate.

Ognuno di noi aspettava la prima messa in onda del programma, che avrebbe spiato le vite di perfetti sconosciuti suscitando in noi, all’epoca, un sano voyerismo.

Li abbiamo amati o criticati quei ragazzi, abbiamo visto nascere delle storie sotto l’occhio vigile della telecamera, abbiamo assistito a liti e riappacificazioni, a prove di o d’ignoranza in taluni casi, ma non abbiamo mai permesso che la nostra vita venisse invasa, quasi sommersa dalle vite di altri.

Certo, al bar o in comitiva, un commento scappava a volte anche una discussione su un personaggio piuttosto che su un accadimento, ma non ricordo di aver mai oltrepassato la soglia di pochi minuti.

Negli anni il programma è continuato e sulla sua scia ne sono nati altri, strani, a volte flop, a volte successi, come quello della tanto chiacchierata Isola dei famosi.

Un’isola che quest’anno ha sconvolto, a quanto pare, le vite di milioni di italiani, che postano, commentano, tagliano spezzoni di filmati, combattono e a volte insultano, in nome di un onestà, di una rabbia o di un pudicismo prima d’ora sconosciuti.

Bizzarro e spiazzante di come quest’Isola dei Fumosi (come l’ha soprannominata striscia) stia entrando nella vita delle persone, come vite da tv vengano considerate così reali da prendersi arrabbiature, da discutere e invocare giustizia, molto più di quanto non si faccia per avvenimenti che accadono davvero.

I hanno ulteriormente complicato la situazione, hanno reso molte persone più forti, più sicure del loro pensiero e molte le hanno rese peggiori e cattive.

A volte mi stupisco di come la tv possa insinuarsi all’interno di una vita, succede anche a me, e quando acquisto un po’ di lucidità mi accorgo di tutto questo, dell’influenza (positiva o negativa) che dei programmi possono avere.

Dopo tutto questo caos e tutto il polverone sollevato vorrei che si riflettesse su un punto, che bisognerebbe applicare la stessa energia e la stessa tenacia, la stessa rabbia o lo stesso senso di giustizia per la realtà che viviamo tutti i giorni e per cui a volte sembriamo disinteressati.

Facciamoci distrarre sì dalla tv, ma facciamolo per pochi minuti o per breve tempo e diamo il massimo in quello che ci interessa, il NOSTRO PRESENTE. Noi comuni mortali viviamo in questo!

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