IL TACCUINO NERO DELLE DONNE… E LA RIPROVATA PAZIENZA DEGLI UOMINI.

come mi preferisci

IL TACCUINO NERO DELLE … E LA RIPROVATA DEGLI UOMINI.

 

 

Penso che una donna, nella sua più o meno entusiasmante sentimentale, abbia annotato in quella parte di memoria denominata “Taccuino Nero” almeno un paio di quelle frasi che, appena pronunciate, gli uomini stessi non vorrebbero mai aver profferito… ma… oramai è fatta! L’hai detta e non ti puoi più tirare indietro. Al massimo cospargerti il capo di cenere e strisciare in ginocchio battendoti il petto mormorando il “Mea Culpa” a testa bassa. (mentre lei alza gli occhi al cielo)

Niente è troppo per un uomo che prima di portare a letto una donna le dice convinto: “Penso che il mio c…. ti piacerà”! (E dire che gli avete pure voluto bene!) O che dopo le chiede: “Ti è piaciuto?”. Perché qualcuna ha il di dire no?!

Un’altra da girone infernale delle figuracce è: “Voglio farti godere come nessuno mai”. Lo stesso Caronte si rifiuterebbe di traghettarli e li lascerebbe marcire in Purgatorio intimando loro “Conta almeno fino a cinque prima di parlare!”.

A quanto pare i – anche i più colti e intelligenti – ogni tanto soffrono della sindrome da gallo cedrone, il quale, quando va in , si eccita talmente tanto da non capire più niente e da diventare aggressivo e spericolato (in questo caso direi soprattutto spericolato!). Il gallo cedrone, oltre all’inimitabile verso o “canto del corteggiamento”, arruffa le penne e fa la ruota come il pavone, ma il pavone, molto più astuto e raffinato è di quelli che ti dicono: “Io voglio che tu sia felice, non importa se con me o con qualchedun’altro, l’importante è che tu sia felice” (Seeee!). Però, chissà perché, nel momento in cui scegli di essere felice con qualcun’altro, ti tolgono pure il saluto.

“Non so come e non so quando, ma io un giorno ti sposerò”: sono passati diciott’anni e la tipa sta ancora aspettando.

Si lamentano che parliamo troppo e poi appena una sta un attimo zitta, semplicemente perché si sta godendo il viaggio e il paesaggio, lui: “Un soldo per i tuoi pensieri”. Sì e il mio regno per un cavallo! (Miiii… per una volta che sto zitta?!)

“Vieni su a bere qualcosa?” o “Ti offro un caffè?” erano già vecchie ai tempi di Noè, ma facciamo finta di crederci ancora.

Beh, io che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare diversi artisti, almeno mi sono sentita chiedere: “Ti va di vedere i miei ?” o “Non volevi sentirmi suonare?”, mentre parcheggia sotto casa sua. Sì, ma il piano, no il clarinetto “quello-che-fa-filù-filù-filù-filà”! ; )

 

Se noi ogni tanto dobbiamo sorbirci con rassegnazione le loro spacconate, dall’altra  parte loro, poveri, devono sorbirsi la taglia-e-cuci che abbiamo al posto della bocca, i nostri sfoghi (pre, durante e post mestruale: praticamente tre settimane su quattro) e le nostre innumerevoli, sfiancanti richieste e domande. Che dici, questa o quella? E’ troppo corta? Mi fascia troppo? Sto bene? (Prova ad azzardarti a dire di no!)

Uno dei motivi per cui il mio ex marito è diventato ex è che ogni volta gli chiedevo “Come sto?” dopo essermi preparata ad uscire, lui mi rispondeva: “Ma tu stai sempre bene con tutto”. Ecco, non fatelo mai, perché le donne non vogliono risposte generiche, ma specifiche: stai bene perché… mi piaci perché… e sincere.

Allora anche loro, forse, si prenderanno la briga di dirvi: “Con tutto il bene che ti voglio… non mi è piaciuto perché…  mi farai godere come nessuno solamente quando mi amerai, come nessuno mai.” invece di stendersi sopra un velo pietoso.

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