IL BIRRO (e bir)

birro romagnolo

IL BIRRO

(e bir)

Chi è nato e cresciuto in , ma anche chi ci viene in vacanza o per lavoro, non può non aver avuto a che fare, almeno una volta con il Birro, in gergo dialettale “e bir”: si scrive così – credo – ma si pronuncia e bèr.

Esemplare tipico della fauna romagnola, il Birro si apposta in attesa della sua preda lungo il litorale o le strade della provincia, ma lo si può trovare sovente anche per le vie della città. Mestiere preferito: il bagnino, il barista, il meccanico, il negoziante, il muratore-manovale-operaio-tecnico di vario genere… praticamente metà della popolazione maschile.

Eh, sì! Perché il Birro è rigorosamente maschio e si distingue dalla birra che è una bevanda, molto popolare anche in Romagna, ma non come lui.

Tant’è vero che c’è pure la Birra del Birro e ovviamente è fatta da un vero birro romagnolo : )

il Birro è cacciatore per natura ed è munito di un infallibile fiuto allenato da generazioni a stanare anche a distanza la passera, sia essa stanziale o migratrice (nei momenti di magra va bene anche quella che razzola nel cortile): l’unica preda che sia degna di essere cacciata in Romagna! (Oh ragazzi, teniamo alta la bandiera che quest’ abbiamo bisogno che venga la straniera!)

Ma vediamoli questi birri in azione. Se hai la fortuna di essere una bella donna e di abitare in una piccola città di provincia, magari in un quartiere residenziale dove ci si conosce tutti, camminando per le vie del “borgo” ti capiterà di passare davanti al meccanico della zona che puntualmente lascerà qualsiasi cosa stia facendo (anche con la testa immersa dentro un cofano di un auto, come ho già detto pare che senta “l’odore”!) e verrà fuori per sorriderti e salutarti, o davanti al passante di turno, appostato davanti a qualche negozio o bar da solo o in compagnia che, oltre a sorriderti, non potrà fare a meno di accompagnarti, per meglio dire gratificarti, con il suo “Oscià…” languidamente sussurrato o palesemente affermato “Oscià!”, ma pur sempre gradito.

Sì perché dentro “l’oscià” romagnolo c’è tutto un mondo… che neanche sappiamo bene eh,  ma che racchiude in sé il sacro e il profano (che derivi dalla parola ostia?) e tutti i profumi e i sapori di questa nostra bella terra ricca di calore. Una donna romagnola sa che non c’è più bel complimento che possa ricevere. Talvolta, nelle zone collinari quell’oscià potrà essere accompagnato da un aggettivo, tipo “Oscià ac puledra!” giusto per rimarcare la veracità del birro di zona.

Un maschio invece sa che se verrà appellato con un “Oscià” che generalmente viene accompagnato dall’affermazione “Tci un oscià o un osciàza!”  non le stanno facendo un complimento. Ma questo fa parte delle politiche di genere attuate in Romagna ; )

Ma tornando in città e alla nostra bella che nel frattempo è tornata verso casa e si ritrova a dover passare davanti agli stessi operai che lavorano nella casa di fronte e che puntualmente si girano a guardarla o a salutarla, tanto che la povera, oramai non solo non si arrischia neanche più ad uscire di casa, ma nemmeno sul terrazzo a scrollare la scopa. Questi che non sempre sono , invece del caro “Oscià” la gratificano di un “Salve o buongiorno” che per la romagnola non avrà mai la valenza, il dolce e sensuale suono di un Oscià

Nel prossimo vedremo in azione il Birro (bagnino e Co.) e la turista.

 

2 pensieri su “IL BIRRO (e bir)


  1. Forse il fenomeno è un po’ in ribasso rispetto agli anni d’oro, bisognerebbe vedere se ci sono delle statistiche e dei trend 😉

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