FILIPPO

“Buongiorno Amici Molti di Voi ci Avete chiesto chi era Filippo e noi oggi vogliamo farvi conoscere la sua storia.

Filippo nasce a Monza il 29 dicembre del 2002; fin dai primi anni di vita manifesta una grande passione per il calcio, preferendo sempre un pallone ad altri giocattoli.
Nel settembre del 2007, prima ancora di compiere 5 anni, effettua il primo allenamento nella squadra “primi calci” nella società ““.
Da quel momento il suo legame con il calcio si è via via rafforzato, mettendo sempre massimo impegno, passione e grinta negli allenamenti e nelle partite; per i compagni diventa da seguire riuscendo a coinvolgere tutti i componenti della squadra sia in campo che fuori.
Nel corso degli anni la sua passione lo ha portato a ricevere vari riconoscimenti, attestati di stima e : si citano, come semplici esempi, trofei quali miglior giocatore in vari tornei, capocannoniere in tornei giovanili, articoli su giornali di settore, fino ad attirare su di lui le attenzioni di alcune squadre professionistiche, tra le quali l’ (società con la quale Filippo nel 2012 ha partecipato ad una serie di allenamenti a Brembate presso il loro settore giovanile); nel corso degli anni per compagni e dirigenti diventa semplicemente ““.
Nel 2015 lascia la società del Meda per approdare alla ““, società che milita in eccellenza; anche qui ben presto, grazie al suo carattere socievole, riusciva a farsi ben volere dentro e fuori dal campo, divenendo un elemento aggregante del gruppo ed un esempio anche per i bambini più piccoli della scuola calcio e continuando ad inanellare riconoscimenti personali che per lui erano uno stimolo a far meglio e ad impegnarsi sempre di più.
Nel frattempo sviluppa anche la passione di tifoso di calcio, in particolare per la , che segue fin da piccolo sia in TV che allo stadio, dividendo questa grande passione con papà Antonio.
Nonostante la passione ed il grande impegno profuso nel calcio, Filippo non ha mai tralasciato la scuola, ottenendo, anche qui, impegnandosi anche dopo l’insorgere della malattia che lo costringeva a seguire le lezioni tramite “Skype” e tramite il progetto ““.
Filippo era molto legato alla sua famiglia ed amava trascorrere l’estate presso i nonni paterni, in Sicilia; anche qui aveva un ottimo rapporto con gli zii ed i cugini e, grazie al suo carattere solare e sincero era riuscito a crearsi, nei pochi mesi di permanenza, ottimi rapporti con i ragazzi del posto; ragazzi che lo hanno aiutato anche durante la malattia, infatti nonostante la distanza riuscivano a giocare “on line” alla Playstation regalando lui un sorriso e momenti di svago anche nei lunghi e difficili mesi dell’infermità.
Nel gennaio 2017 veniva diagnosticato a Filippo un tumore “osteosarcoma” al femore sinistro; il ragazzo, con i dovuti modi, veniva informato della malattia, del percorso di cura, dell’intervento e delle conseguenze: non avrebbe più potuto giocare a calcio. Nonostante ciò ha affrontato il problema come un piccolo/grande uomo ed ha cercato comunque di pensare positivo, maturando l’intenzione di rimanere nel mondo del calcio come allenatore al termine delle cure.
Dopo l’iniziale chemioterapia Filippo veniva sottoposto ad intervento chirurgico con sostituzione totale del femore con una protesi intelligente; dopo l’intervento continuava scrupolosamente a seguire le cure ed iniziava la fisioterapia ed anche in questo caso emergeva la sua grande forza di volontà, infatti Filippo riprendeva a camminare, aiutandosi con le stampelle, con largo anticipo rispetto a quanto previsto da medici e fisioterapisti, però…un destino crudele e beffardo aveva deciso che dare una gamba alla malattia per lui non bastava ancora: i controlli al termine del ciclo di chemioterapia evidenziano delle recidive al torace: Filippo continua a mostrare la sua forza, non si abbatte e ricomincia a sottoporsi a nuove cure quando pensava di essere ormai fuori dal tunnel, però questa partita la stava giocando contro un avversario scorretto: il tumore resisteva alle chemioterapie e si estendeva, strappando Filippo alla vita il 16 febbraio 2018 a soli 15 anni, età in cui avrebbe dovuto iniziare a viverla appieno la sua vita
Anche nel corso di questi ultimi, difficilissimi mesi di vita Filippo è stato di esempio per tutti noi: mai una parola fuori posto, un’imprecazione contro chi aveva scritto per lui un finale così ed , sempre, finché ne ha avuto la forza, un sorriso sulle labbra ed una parola di conforto per tutti, sia per noi familiari che per i bambini che ha conosciuto in questo periodo al centro tumori. Probabilmente già da qualche mese Filippo aveva capito cosa gli stava accadendo, però non ha mai fatto pesare a nessuno questa sua condizione, continuando a lottare, a giocare la sua partita fino al fischio finale, come ha sempre fatto.
Ora la palla passa a noi.”

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