COSA STA SUCCEDENDO AI NOSTRI RAGAZZI?!

bulli

COSA STA SUCCEDENDO AI NOSTRI RAGAZZI?!

Cara , caro babbo, riflettiamoci insieme.

E’ proprio di ieri la notizia di un ragazzo che ha dato un pugno in faccia ad un professore, rompendogli il setto nasale, perché si era permesso di riprenderlo mentre scorrazzava in motore nel cortile della scuola. L’ho sentita di sfuggita al TG di 60 secondi durante la pausa del film che stavo guardando e sono rimasta sbalordita, come per tutte le incredibili e preoccupanti notizie di cronaca legate ai ragazzi, molto spesso minori che si sentono ultimamente.

Baby gang che rubano, picchiano e devastano, bullismo e cyberbullismo (che ovviamente oggi non può esimersi dal passare dal web), autolesionismo che porta addirittura al suicidio (pensate a l’orrore della Balena blu), alunni che minacciano e deridono professori e addirittura si riprendono per vantarsene (quando si dice che la mamma dei cretini è sempre incinta) e sono solo gli esempi che mi vengono in mente.

Ma cosa sta succedendo ai nostri ragazzi?! E dico “nostri” perché è un fenomeno che riguarda , non dobbiamo pensare che succeda solo agli altri, perché gli altri bene spesso finiamo per essere , magari proprio perché non ce l’aspettavamo e non siamo stati attenti.

La seconda domanda che dovremmo porci è: ma cosa sta succedendo a tutti noi?

Noi siamo l’esempio, non dobbiamo dimenticarlo mai.

 

Che esempio possiamo dare ai nostri figli se noi per primi li difendiamo sempre (anche quando sono indifendibili), li copriamo, anche quando non si tratta più di semplici marachelle e li scusiamo per ogni cosa, persino quando ci rispondono male e ci mancano di ? Ecco forse il punto è qui o almeno uno dei punti: non sappiamo più essere autorevoli con i nostri figli. Se i bambini e i ragazzi oggi non riconoscono l’autorità dei genitori – la prima importante forma di autorità nella loro vita e loro primo punto di riferimento per le regole – come faranno a riconoscere le altre?

Posso rispettare un maestro o un professore io, quando tu per primo, papà o mamma, te la prendi o lo insulti perché mi ha messo un brutto voto?

Posso imparare a rispettare gli altri e l’ambiente che mi circonda, quando tu per primo non ti comporti in maniera civile?

Cara mamma, caro babbo, se tu non m’insegni fin da piccolo che non si buttano le cose per , che non si devono rompere o rovinare e che non si risponde con la violenza… se non m’insegni a rispettare il degli altri, per primo quello delle donne che abitano con me; se non ti raccomandi che non si toccano nemmeno con un fiore, ma che semmai vanno regalati loro… se non mi racconti cos’è l’ e come si fa, come posso io imparare tutto questo da solo, se non me lo dimostri?

Aiutiamoli a crescere e a diventare uomini e donne di valore

Cara mamma, se non m’insegni a cavarmela da solo, se non m’insegni ad aiutarti, se mi pulisci il sedere e mi servi fin quando sono grande, poi non puoi prendertela con me se ne approfitto e vengo su un po’ viziato, pigro, opportunista o bene spesso immaturo.

Caro babbo, se non m’insegni che le cose costano impegno e fatica, quanto è bello coltivare un desiderio e quanto sacrificio e impegno ci vogliono per vedere realizzato quel desiderio, se mi dai tutto quello che ti chiedo, sempre e subito, se fai le cose al posto mio, come puoi pretendere che io impari a realizzarmi nella vita e soprattutto a farlo onestamente?

Cara mamma, caro babbo, se mi proteggete da tutto e tutti, ma non m’insegnate a proteggermi da solo quando serve o se al contrario siete assenti, distratti, se mi usate per coprire i vostri vuoti, se mi soffocate, non rispettate i miei spazi, la mia personalità, se sfogate su di me la vostra rabbia… poi non potete meravigliarvi di aver tirato su dei maleducati, menefreghisti, inconcludenti, egoisti, talvolta violenti che possono arrivare anche ad essere delinquenti. Dei giovani allo sbando senza punti di riferimento che siano di valore e che saranno ahimè, gli uomini e le donne di domani.

A questo proposito, vorrei citare quel grand’uomo del mio pediatra che mi disse una frase che non ho mai dimenticato e che è stata e continua ad essere uno dei propositi del mio “lavoro” di madre, con cui voglio concludere questa riflessione: “, si ricordi sempre che deve tirar su un UOMO!”.

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