ADOLESCENTI IN CORSO

pericolo

 

 

ADOLESCENTI IN CORSO

 

 

Se un articolo oltre alle immagini potesse avere il sonoro, assieme al segnale di pericolo ci avrei aggiunto anche quella sirena d’allarme accompagnata dal “May-day may-day allarme rosso!” che si sente in certi o cartoni animati.

Chi è genitore di un adolescente mi può capire. Difatti siamo veramente in tanti che a una volta al mese andiamo ad assistere agli incontri del ciclo “Adolescenti e genitori: trasformazioni in corso” organizzati dal Centro per le Famiglie con l’ausilio del Comune. Talmente tanti che al secondo incontro hanno dovuto cambiare sede, perché al primo molta è rimasta fuori e hanno dovuto riproporlo in una seconda data. “Si vede che siamo tutti disperati!” ho esclamato io scherzando a quelli seduti vicino a me. E per quanto mi riguarda lo sono stata ancora di più, dopo aver sentito il simpatico assessore ai servizi educativi raccontare durante la presentazione d’apertura che il sito You Porn è visitato da bambini – e sottolineo bambini – di 10/11 anni! Sarà che io ho imparato cosa fosse sentendolo nominare dai comici in TV, o meglio che esistesse, perché cos’è lo si immagina già dal nome, ma sono rimasta veramente sorpresa da questa notizia come a sentire dallo psicologo di turno, durante il secondo appuntamento che verteva sul tema della scoperta della sessualità, che in giro è tornata la sifilide.

Mi sono resa conto che nonostante l’età e l’esperienza, ai nostri figli che viaggiano alla velocità di internet, noi non ne sappiamo mai abbastanza e dobbiamo essere più accorti, informati e vigilare. Per quanto mi riguarda mi sono pure iscritta a Instagram e l’ho costretto ad accettarmi tra i suoi follower dicendogli: “Devo pensare che hai qualcosa da nascondere?” ma ovviamente lui trova sempre il modo di fregarmi: prima continuava a dire che a lui non gli era arrivata nessuna richiesta ad essere seguito e poi alla fine quando non ha più potuto tergiversare, l’ha accettata, ma poco dopo me l’ha tolta (probabilmente pensando che non me ne accorgessi), anche se lui continua a seguire me… eccome!

Una mattina ho postato una bellissima foto che gli ho scattato al tramonto con lo sfondo del ponte di Tiberio e dopo pochi minuti mi è arrivata la sua infamata: “Togli subito quella schifo di foto! Chi ti ha dato il permesso di metterla?”!

Io la foto per rispetto l’ho tolta, ma un bel “Ma tu non dovresti essere a scuola a quest’ora? Cosa ci fai su Instagram?!” prima se l’è preso.

Da questo episodio ho imparato due cose e me ne sono ricordata un’altra. La prima è sicuramente che alla fine è mio figlio che tiene d’occhio me e non viceversa ; )

La seconda è che a scuola, durante l’orario di lezione gli permettono di usare i cellulari e questo me l’ha confermato lui stesso. La terza è che si è arrabbiato più per il fatto che ho pubblicato una foto che a lui non piace più che per il fatto stesso e questo mi ha fatto ricordare quanto sono sensibili alla loro immagine. Tutti abbiamo bisogno di piacere e di sentirci accettati, ma a quell’età ancora di più. Perciò dobbiamo stare attenti a non urtare la loro sensibilità, a non deriderli, a cercare di avvicinarci al loro mondo, anche se il modo in cui si vestono non ci piace, anche se la musica che ascoltano ci fa schifo. Siamo stati adolescenti anche noi, ma chissà perché quando sei dall’altra parte non te ne ricordi più. Sicuramente perché è passato tanto tempo ed anche perché il mondo viaggia troppo veloce e tra una generazione e l’altra a volte c’è un abisso. Noi alla loro età non avevamo i cellulari né il computer né il tablet né la playstation e l’unica cosa che guardavamo con un video era la televisione e lì chiunque volendo poteva tenerci d’occhio.

Il motorino, quello ce l’avevamo, l’abbiamo voluto a tutti i costi, aspettato, desiderato, sognato, alcuni hanno pianto e intentato battaglie per averlo, ma quando si tratta di farlo usare a tuo figlio è tutta un’altra . La discoteca pure: più tardi ci vanno e meglio è, anche se ormai le non ci sono quasi più, ma è il fatto stesso dell’uscire alla notte e del “fare tardi” che a noi fa paura per i pericoli che comporta, mentre per loro significa diventare grandi.

Hanno fretta di diventare grandi i nostri figli, soprattutto a questa età, nel passaggio dalle medie alle superiori, dove subiscono dei cambiamenti fisici e ormonali incredibili e quindi anche psichici e non sanno bene come gestirli… e anche noi, è quello il problema! E’ un’età così difficile. Ed anche il mestiere di genitore è il più difficile al mondo.

Ecco perché è bene essere informati, leggere, documentarsi e se serve farsi aiutare da chi ne sa o dovrebbe saperne più di noi perché è il suo lavoro, perché con gli adolescenti ci lavora. Ecco perché è importante partecipare a questi incontri, andare alle conferenze sul tema, confrontarsi con altri genitori che vivono lo stesso problema. Perché quando ti ritrovi davanti un ragazzino o una ragazzina che ti urla di continuo: “Non rompere! Vai via! Lasciami in pace!”, non comunica più con te, se ne sta tutto il giorno attaccato a qualche dispositivo elettronico o si chiude in qualche stanza senza che tu possa entrare, non è sapere qual è la giusta maniera di reagire senza fare danni o essere inefficaci. Potremmo reagire con rabbia come loro e risultare troppo severi e innalzare ancora di più il muro che inevitabilmente ci divide o cercare di capire ed essere troppo morbidi e amichevoli, da risultare talvolta indifferenti e lasciarli sprofondare ancora di più in quella incertezza che li fa sentire supereroi e fragili al tempo stesso, come citato nel prossimo incontro che si terrà oggi, martedì 10 alle 20:45 nell’aula magna della scuola media Panzini in centro a Rimini, intitolata “Adolescenti e conflitti: come starci dentro”.

Immagino bisognerà arrivare come minimo alle otto per trovare posto!

 

Un pensiero su “ADOLESCENTI IN CORSO


  1. Durante la prima conferenza, lo psicologo ha raccontato un simpatico aneddoto. Un genitore è entrato nella camera del figlio che gli ha urlato di uscire con una voce che non era più la sua e sembrava uscita da un esorcismo. “Tu esci da questo corpo, rivoglio mio figlio!” ha urlato di rimando lui sconvolto. : )

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